Grosseto: importante sentenza apripista, maestra non vaccinata reintegrata

05/05/2022 1 Di Samu

Importante decreto dal Tribunale di Grosseto. Crolla anche l’ultima imposizione del Governo. Maestra non vaccinata deve essere riammessa all’insegnamento, non può essere demansionata in biblioteca.

Nella foto, l’avvocata dell’insegnante, Lavinia Mensi

Arriva un provvedimento apripista dal Tribunale di Grosseto sul fronte dell’obbligo vaccinale contro il Covid-19 per gli insegnanti. In particolare per coloro che, nn vaccinati, ma comunque possessori del Green Pass rafforzato, in quanto guariti dal Covid, si sono ritrovati in un limbo legislativo perchè ritenuti inadempienti all’obbligo, e sono stati costretti a lasciare la cattedra.

Tutto è nato dal caso dell’insegnante di sostegno di una scuola elementare di Grosseto. Quando a metà dicembre in Italia è scattato l’obbligo per il personale scolastico di essere vaccinati ( di avere cioè completato il ciclo con il richiamo secondo il decreto legge 44 del 2021), l’insegnante in questione, proprio in quei giorni si è ammalata di Covid e dunque non ha fatto in tempo a vaccinarsi. Una volta guarita, ha ottenuto il Green Pass rafforzato, valido per 6 mesi, con cui avrebbe potuto continuare a lavorare fino a giugno 2022, data di scadenza della certificazione verde. L’insegnante era rassicurata anche da una Faq del Ministero della Salute di gennaio in cui ribadiva che l’obbligo vaccinale sarebbe scattato a sei mesi dalla guarigione.

A marzo, però, la scuola ha iniziato a chiederle i documenti di avvenuta vaccinazione, di cui l’insegnante ovviamente, non aveva necessità di avere, dato che l’immunizzazione derivata dalla guarigione le garantiva la copertura. L’Istituto scolastico presso cui lavorava, però, non ha sentito ragioni e l’11 aprile scorso l’ha sospesa dall’insegnamento e l’ha messa a lavorare in biblioteca e in amministrazione, non potendosi avvicinare agli studenti perchè ritenuta soggetto a rischio contagio da Covid.

La maestra, dunque, si è rivolta all’avvocata Lavinia Mensi“L’amministrazione scolastica– afferma l’avvocata- ha agito sulla base di una circolare del ministero dell’istruzione che discrimina l’adempimento dell’obbligo vaccinale a prescindere dalla validità del Green Pass, facendolo scattare a 90 giorni dalla guarigione oppure a 120 giorni dalla somministrazione del vaccino”.

Insomma, un pasticcio di norme contradditorie: se guarisci dal Covid hai il Green Pass rafforzato per 180 giorni, se però lavori nella scuola, guarisci e non hai effettuato il vaccino, lo devi fare entro 90 giorni dalla guarigione. E come questo caso, tanti altri analoghi si contano in tutto il Paese.

Scaduti questi intervalli – prosegue Mensi- nonostante il possesso della certificazione verde, questi docenti, anche se non sospesi, vengono distolti dall’insegnamento”. Sospesi dalle aule, insomma, gli insegnanti vengono messi in biblioteca o in ufficio a svolgere pratiche burocratiche o amministrative, con orari spesso prolungati, come nel caso della maestra di Grosseto, passato da 24 ore settimanali a 36 ore.

Altro effetto collaterale è sul fronte umano: la maestra fa sostegno a un bambino e, da quando ne è stata allontanata, il minore ne ha risentito. “A causa dell’assenza della sua maestra di riferimento – afferma l’avvocata – il bambino ha subito un trauma e per questo la madre è intervenuta in giudizio per rafforzare le ragioni della docente e insistere per il suo immediato reintegro”.

L’avvocata Mensi ha presentato martedì un ricorso urgente al giudice della sezione Lavoro del Tribunale di Grosseto, Giuseppe Grosso, che ha accolto il ricorso promosso dalla docente contro il provvedimento del dirigente scolastico dell’Istituto che l’aveva adibita a mansioni diverse rispetto all’insegnamento, ordinando di reintegrare immediatamente l’insegnante, senza interpellare l’altra parte, in attesa dell’udienza che ci sarà a fine maggio.

Il giudice Grosso ha rilevato l’illegittimità dell’orientamento della circolare ministeriale perchè, dice, la norma a cui fare riferimento è solo il decreto legge 52 del 22 aprile 2021 che stabilisce che i guariti da Covid si devono vaccinare sei mesi dopo la guarigione. Decreto, poi convertito in legge, in vigore fino al 15 giugno. L’insegnate, dunque, sarebbe ancora in regola.

Il Tribunale ha ritenuto irragionevole e discriminatoria la circolare in base alla quale è stato emanato il provvedimento del dirigente scolastico. Secondo questa circolare, i docenti non vaccinati vengono tolti dalla cattedra e devono svolgere un orario quasi raddoppiato (36 ore settimanali), svolgendo incarichi amministrativi.

La stessa Mensi sta seguendo altri insegnanti che si trovano nella medesima situazione. “Questo provvedimento – spiega l’avvocata- è un primo importantissimo precedente in tutto il territorio italiano per tutti i dipendenti della scuola che in questi giorni stanno ricevendo le comunicazioni dai dirigenti per essere adibiti ad altre mansioni.”

La stessa Mensi prosegue dicendo “A questo punto, l’ amministrazione scolastica riveda tutte le decisioni promosse nei confronti dei docenti in possesso di certificazione verde rafforzata, anche considerando il profilo fiscale, dal momento che questi docenti vengono sostituiti con supplenti, duplicando la retribuzione per un unico posto di lavoro”.