Inchiesta sui crimini sessuali e il Vaticano

05/10/2022 0 Di Samu

“Crimen Sollicitationis” è un documento segreto che stabilisce una procedura per affrontare gli scandali di abusi sessuali su minori all’interno della Chiesa cattolica.

Questo documento è stato applicato per 20 anni dal cardinale Joseph Ratzinger prima di diventare Papa Benedetto XVI, redatto per istruire i vescovi su come affrontare le accuse di abusi sui minori contro sacerdoti ed è stato visto da pochi estranei al clero. I critici affermano che il documento è stato utilizzato per eludere l’accusa per crimini sessuali.

“Crimen Sollicitationis” è stato scritto nel 1962 in latino e donato ai vescovi cattolici di tutto il mondo, a cui è stato ordinato di tenerlo rinchiuso nella chiesa in cassaforte. Impone un giuramento di segretezza alla vittima, al sacerdote accusato e agli eventuali testimoni.

Tra il 1998 e il 2003 la Contea di Wexford, in Irlanda, vede in pieno scandalo la diocesi di Fern, dove Padre Sean Fortune si trova al centro di un’inchiesta a largo raggio sugli abusi del clero sui minori. Colm O’Gorman fu una delle vittime di padre Sean Fortune. L’abuso si è verificato tra il 1981 e il 1983, quando O’Gorman era adolescente.

“Ogni domenica mattina, dopo aver abusato di me, Padre Fortune mi lasciava nel suo letto e scendeva a dire la sua prima messa. Poi tornava ad abusare di me. In seguito andavamo a fare colazione insieme e dopo presenziavo alla sua seconda messa” commenta O’Gorman.

Divenne la prima delle numerose vittime di Fortune a farsi avanti e denunciare gli abusi subiti, citando in giudizio il vescovo della diocesi cattolica di Ferns nel 1998.

Nella foto Colm O’Gorman, vittima di abusi sessuali da parte di Padre Fortune, oggi è direttore esecutivo di Amnesty International Ireland

La causa di O’Gorman contro la diocesi di Ferns è stata risolta nel 2003 con l’ammissione di negligenza e il risarcimento dei danni di 300.000 euro. La Chiesa locale sapeva che Padre Fortune era un pedofilo, ma invece di informare la Polizia, cominciò a trasferirlo da una parrocchia all’altra. Quando esplose lo scandalo, padre Fortune si suicidò prima del processo.

O’ Gorman ha fondato “One in Four” nel 1999, un ente di beneficienza irlandese che sostiene uomini e donne che hanno subito violenze e/o abusi sessuali. Attivista molto noto dai media irlandesi, O’Gorman ha presentato “Sex Crimes and the Vatican” per la serie di documentari della BBC “Panorama”, in cui afferma che il Vaticano ha utilizzato il documento segreto “Crimen Sollicitationis” per mettere a tacere le accuse di abusi sessuali da parte di sacerdoti e che tale documento è stato imposto per 20 anni dal cardinale Ratzinger, prima di diventare Papa Benedetto XVI.

Dopo O’Gorman, ci furono tante altre storie di abusi...”The Ferns Report”, il giornale locale riportò la notizia di altre violenze esercitate da 26 preti su un centinaio di adolescenti. I preti erano coperti dalla cultura del segreto e dal terrore dello scandalo. Le indagini successive misero in luce come il documento segreto “Crimen Sollicitationis” decretasse cosa fare con i preti pedofili.

O’Gorman incontrò personalmente le altre vittime di Ferns, rendendosi conto che il documento indicava come mettere a tacere le accuse di abusi.

“Mi gettò violentemente sul letto, mi intimò di giacere accanto a lui sul letto, come fosse la sua “area privata”, poi mi picchiò e mi violentò” racconta un’altra vittima di abusi subiti da un prete di Ferns.

Nel 2002 gli scandali esploderono in Irlanda, e centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti: un rapporto Usa denunciò 4.500 preti accusati di violenza o abusi sessuali su minori. Il centro dello scandalo fu Boston e la storia si ripetè ancora una volta: i preti accusati venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all’altra.

La dinamica è sempre la stessa… il minore vittima racconta ad un altro prete l’aggressione subita, ma questi, invece di rivolgersi alle autorità, invoca i dogmi della fede e della confessione, impedendo alla vittima di confidarsi con qualcun altro. Se c’è bisogno di pagare, o di trovare un accomodamento, viene fatto, ogni diocesi dispone di un budget per “risolvere” questi casi. Ma il dovere primario assoluto del silenzio è parte di una delibera segreta della Chiesa Cattolica, chiamata “Crimen Sollicitationis”.

Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interesse verso gli abusi del clero, afferma “Quello che leggiamo nel documento è una chiara politica di copertura dei casi di abuso perpetrati dai preti, prevede anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l’attenzione su questi crimini. La preoccupazione del clero è solo quella di contenere e controllare il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è quella di terrorizzare le vittime, con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto. L’obiettivo è di proteggere la reputazione dei preti finchè la Chiesa non compie le indagini”.

Tale documento non solo istruisce su come trattare con i preti adescati dal confessionale, ma tratta anche di atti esterni ed osceni con bambini di entrambi i sessi. Tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano, solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori. La pena per chi rompe il giuramento del silenzio è la scomunica immediata.

Ancora oggi vige il documento “Crimen Sollecitationis”, di cui la prima stesa del 1962 fu “rivisitata” da Ratzinger nel 2001, ancor prima di diventare Papa. Ma fu solo il tentativo di modernizzare l’atteggiamento della Chiesa di fronte al boom di denunce ricevute per abusi su minori in quel periodo. Lo spirito è sempre lo stesso, le regole e l’approccio sistematico non sono cambiati… continua a vigere l’imposizione del SILENZIO!