Davos, World Economic Forum, edizione maggio 2022

05/25/2022 0 Di Samu

Dopo lo stop della pandemia, il World Economic Forum Annual Meeting 2022 riapre le porte agli incontri e ai dibattiti in presenza degli esponenti delle élite mondiali.

Il WEF 2022 si riunisce nel momento geopolitico ed economico più delicato e significativo degli ultimi tre decenni, nonchè sullo sfondo di una pandemia irripetibile.

La settimana fitta di incontri e sessioni di dibattito, che si svolgerà come di consueto nella cittadina della Svizzera tedesca di Davos dal 22 al 26 maggio, ha questo tema: “La storia ad un punto di svolta: politiche governative e strategie di business”.

In foto, la cittadina di Davos, Svizzera, dove si svolge il WEF 2022

Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Forum, ha introdotto il meeting spiegando per quale motivo questa edizione è così importante: “C’è la guerra in Ucraina innanzitutto. Il futuro non sta solo accadendo…il futuro è costruito da noi, da una comunità potente come voi in questo gruppo. Abbiamo alcuni mezzi per migliorare lo stato del mondo, ma sono necessarie due condizioni. La prima è che agiamo tutti come parti interessate di comunità più ampie che serviamo e in secondo luogo che collaboriamo. E questo è il motivo per cui si trovano molte opportunità qui durante il meeting di impegnarsi in iniziative molto orientate all’azione e all’impatto per fare progressi relativi a questioni specifiche dell’agenda globale.”

Schwab accenna anche la crisi climatica che è sempre più urgente e richiama a interventi mirati e repentini: “la nostra economia globale è sbilanciata. C’è troppo debito, troppa inflazione, troppa disuguaglianza e crescita insufficiente”.

In foto Klaus Schwab, presidente e fondatore del World Economic Forum

I temi del WEF sono otto: clima e natura; economie più giuste; tecnologie e innovazione; lavori e competenze; migliorare gli affari; salute e sanità; cooperazione globale; società ed equità. Su tali argomenti si svilupperanno discussioni e dibattiti tra leader mondiali, esperti a livello internazionale e personalità illustri del panorama politico/economico.

Interverranno più di 50 capi di Stato e di governo, oltre 250 ministri provenienti da tutto il mondo, 2.500 persone invitate a parlare al Forum tra imprenditori multimiliardari, leader di Paesi occidentali ,esperti di fama mondiale, una cerchia ristretta di giornalisti che si incontreranno per discutere di problemi, opportunità e dare soluzioni e prospettive future.

Tra gli ospiti vi è il cancelliere tedesco Olaf Sholz, il presidente spagnolo Sanchez, la presidente della European Commission Ursula Von der Leyen, la presidente della Bce Christine Lagarde, il Commissario Europeo dell’Economia Paolo Gentiloni, il presidente israeliano Isaac Herzog, l’inviato speciale per il clima del presidente Usa, John Kerry e il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

L’Italia è rappresentata da diversi ministri, quali: Daniele Franco per l’economia, Enrico Giovannini per le infrastrutture e mobilità sostenibile ed i due ministri del “transumanesimo” Roberto Cingolani (transizione ecologica), Vittorio Colao (transizione digitale) . Anche i manager delle società nazionali di punta saranno presenti a Davos, come Illycaffè, Gruppo Ariston, Morgan Stanley, Manpower, Enel e Assicurazioni Generali.

Il primo giorno durante l’inaugurazione del Forum si è avuto il collegamento in video conferenza speciale con il presidente ucraino Zelensky, che viene applaudito dai miliardari globalisti. “Serve un embargo completo sul petrolio, serve che tutte le banche russe siano escluse dai sistemi globali e che non ci sia nessun commercio con la Russia. Bisogna sbloccare i nostri porti marittimi e usare tutti i canali diplomatici, perchè da soli non possiamo lottare contro la Russia”, così introduce il suo discorso Zelensky.

In foto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante la sua videoconferenza al WEF 2022

Il presidente ucraino ha chiesto il ritiro completo di tutti gli investimenti dei Paesi europei in Russia, in modo “che non vengano utilizzati per “gli interessi sanguinari” di Mosca”. “Il mondo è ad un punto di svolta, non solo a parole, ha sottolineato Zelensky .

“Parliamo con la Commissione Europea, il Regno Unito, la Svizzera, la Polonia e l’Onu e chiediamo loro di prendere misure per un corridoio per l’export del nostro grano e dei cereali -ha aggiunto – altrimenti la penuria avrà effetti sul mondo e ci sarà una estensione della crisi energetica”.

Dopo aver “strigliato” l’Unione Europea, spaccata nelle sue decisioni, nel suo continuare a fare affari con la Russia, il premier ucraino è arrivato alla richiesta dei finanziamenti per il suo Paese: “Abbiamo bisogno di tutte le armi che chiediamo, non solo di quelle fornite, per questo l’Ucraina ha bisogno di finanziamenti, dobbiamo resistere. Dobbiamo pensare alla ricostruzione. Ognuno di voi potrà svegliarsi al mattino chiedendosi: cosa posso fare per l’Ucraina oggi?”. L’argomento ricostruzione si stima essere superiore ai 500 miliardi di dollari e secondo fonti, le trattative si terranno a Lugano.

Al Forum di quest’anno è intervenuto anche George Soros, imprenditore e filantropo, Presidente del Soros Fund e dell’Open Society Foundations. Nel suo discorso afferma che la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere…“Le questioni che riguardano oggi tutta l’umanità: combattere le pandemie e il cambiamento climatico, evitare la guerra nucleare, mantenere le istituzioni globali, hanno dovuto portarci in secondo piano nella lotta. Ecco perchè dico che la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere”.

In foto George Soros, durante il suo discorso al WEF 2022

Soros continua: “L’Europa sembra finalmente andare nella giusta direzione, dobbiamo mobilitare tutte le nostre risorse per porre fine alla guerra, occorre sconfiggere Putin il prima possibile”, citando l’appoggio fornito di Mario Draghi ritenuto dal filantropo “più coraggioso di Scholz sul gas russo”.

Uno degli ospiti più rilevanti del WEF di Davos, è stato Henry Kissinger, l’ex segretario di Stato americano, che nel suo discorso ha avvertito: “Se la guerra continua dopo questo punto, non si tratterebbe più della libertà dell’Ucraina, ma di una nuova guerra contro la stessa Russia”, sottolineando che ciò minaccerebbe l’equilibrio di potere in Europa.

Nel suo intervento in videoconferenza, Kissinger ha evidenziato l’importanza che le parti del conflitto tornino al dialogo per evitare che la crisi peggiori ulteriormente. “Secondo me, il movimento verso il negoziato e la pace deve partire nei prossimi due mesi per determinarne il risultato prima che nascano conseguenze e difficoltà che sarebbero ancora più difficili da affrontare, in particolare, per i rapporti tra Russia ed Europa ed Ucraina con l’Europa” ha spiegato.

Kissinger ha affermato al World Economic Forum che la Russia è stata una parte essenziale dell’Europa per 400 anni ed è stata il garante della struttura dell’equilibrio di potere europeo nei momenti critici. “I leader europei non dovrebbero perdere di vista le relazioni a lungo termine, né dovrebbero rischiare di spingere la Russia in un’alleanza permanente con la Cina”.
“Spero che gli ucraini abbiano saggezza nella stessa misura dell’eroismo che hanno dimostrato”, ha detto l’ex segretario americano.

Kissinger ha affermato che la guerra non deve protrarsi ancora per molto e non è andato molto lontano dal chiedere all’Occidente di costringere l’Ucraina ad accettare negoziati a condizioni che sono molto al di sotto dei suoi attuali obiettivi di guerra. Tuttavia, Kissinger crede che la situazione attuale renda praticamente impossibile per l’Ucraina diventare un Paese neutrale nei confronti della Russia: “Il risultato ideale di questa guerra è il ruolo dell’ Ucraina che possa fungere da “stato cuscinetto neutrale”, piuttosto che frontiera dell’Europa. Ma penso che l’opportunità non esista ora allo stesso modo di qualche anno fa, ma può comunque essere concepita come un obiettivo finale”, ha concluso Henry Kissinger.

In foto Henry Kissinger, lo statista statunitense che è intervenuto in videoconferenza online al WEF 2022

Anche la presidente della European Commission, Ursula von der Leyen è intervenuta a Davos, tenendo una conferenza centrata essenzialmente sul conflitto bellico in Ucraina. “L’Ucraina deve vincere la guerra. E l’aggressione di Putin deve essere un fallimento strategico. Faremo tutto il possibile per fare in modo che gli ucraini prevalgano e riprendano il futuro nelle loro mani”. Con la guerra “è stato messo in discussione l’ordine internazionale”, ha aggiunto.

In foto, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, nel suo discorso al WEF 2022

Il sentimento antirusso del Forum è palpabile…mentre il grande assente di questa edizione è proprio la Russia. Discussioni centrate prevalentemente sul conflitto in Ucraina, tenute da personaggi influenti come Soros e Kissinger, il discorso della Commissaria europea Ursula Von der Leyen e la videoconferenza di Zelensky. E’ inoltre stata anche allestita nell’auditorium una mostra fotografica e video intitolata la “Casa dei crimini di guerra russi”. Solo l’anno scorso Klaus Schwab definiva “essenziale” la voce di Vladimir Putin, sostenitore del dialogo con l’élite russa.

Lo scenario di Davos deve essere particolarmente frizzante e chi vi partecipa deve sentirsi nella più totale libertà di esprimere tutti i propri pensieri ed iniziative, anche le più bizzarre e legate alle più perverse utopie.

Come l’intervento del CEO di BioNtech che nel suo discorso lancia l’idea di voler creare una “infrastruttura di sorveglianza globale” per prevenire future pandemie.

Il CEO della compagnia farmaceutica Pfizer, Albert Bourla, colui che ha guadagnato milioni spingendo i vaccini contro il Covid, ha abbagliato il pubblico di Davos con fantasie di chip per computer ingeribili. In un panel pubblico ha affermato: “Immaginate un chip biologico che è incluso in una pillola che è nel corpo. Quando viene inghiottita e va nello stomaco, il chip contenuto in essa invia un segnale wireless alle autorità competenti, così si può sapere se un paziente che deve prendere un farmaco effettivamente lo prende. Immaginate le applicazioni, il rispetto di una regola, il grado di obbedienza che otterremmo. Quello che succede in questo campo è” affascinante”,( secondo lui).

In foto Albert Bourla, CEO dell’azienda farmaceutica Pfizer, ospite al WEF 2022

I difensori di Pfizer si sono uniti, suggerendo che il campo futuristico di Bourla potrebbe essere applicato solo in condizioni “specifiche” come schizofrenia e cancro.

In caso invece che questo progetto assurdo venga incluso nell’Agenda 2030, sarebbe la distruzione del libero arbitrio, l’imposizione del controllo a livello più profondo...c’è di buono che, almeno, hanno il coraggio di ammetterlo!

Un’ altra idea “rivoluzionaria” e futuristica è stata avanzata da J. Micheal Evans, presidente del Gruppo Alibaba, che si è vantato al World Economic Forum dello sviluppo di un “tracker dell’impronta di carbonio individuale” per monitorare ciò che si acquista, ciò che si mangia e dove/come si viaggia.

In foto, il presidente di Alibaba, J. Micheal Evans, ospite del WEF 2022

Al meeting WEF 2022 è intervenuto anche l’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel, che ammette abbastanza chiaramente che i popoli occidentali non vogliono sottoporsi al cosiddetto vaccino. “È triste da ammettere – afferma – ma stiamo per buttare 30 milioni di dosi nella spazzatura perché nessuno le vuole. Abbiamo un enorme problema di domanda, abbiamo in questo momento governi che cerchiamo di contattare, abbiamo anche contattato l’ambasciata a Washington e tutte le nazioni, e nessuno vuole prendersele”.

Secondo Bancel, “ il problema è che in molti Paesi le persone non vogliono vaccinarsi. Negli Usa la gente non vuole i vaccini. Questo succede in tutto il mondo”. Perciò, conclude,“dunque non abbiamo un problema di disponibilità nel mondo. Era vero 2 anni fa, non oggi. Il grosso problema è la domanda “.

In foto, Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna, nel suo intervento al WEF 2022

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