Metaverso, cos’è, quali sono le possibili applicazioni e i rischi

05/30/2022 1 Di Samu

Il Metaverso: significato, sviluppi della realtà virtuale, applicazione, ricavi per le aziende, ma anche le critiche ed i possibili rischi soprattutto per la privacy.

Che cos’è il metaverso?

Metaverso“, un termine che deriva dalla parola greca che significa “oltre”. Un universo digitale frutto di molteplici elementi tecnologici tra cui videorealtà virtuale e realtà aumentata.

E’ un modo più evoluto di connettere gli esseri umani a Internet e connettersi con altri esseri umani, le persone collegate al metaverso fanno parte del mondo fisico, ma possono vedere e interagire con cose che gli altri non vedono, perché appartengono a un mondo virtuale. A differenza dell’attuale realtà virtuale, utilizzata principalmente per i giochi, questo nuovo mondo virtuale potrebbe essere utilizzato in futuro praticamente per qualsiasi cosa:  creare oggetti o proprietà virtuali, andare a concerti, conferenze, viaggiare, cinema e altro ancora. O semplicemente, come surrogato dell’uscire di casa per incontrare altre persone. Come? Creando un avatar realistico 3D, che sarebbe una rappresentazione digitale di noi stessi e della nostra identità.

Non solo l’avatar ha a che fare con noi ma, in toto, la nuova dimensione “verso” ci porta ad affrontare un tema fondamentale dello sviluppo umano, l’identità: non solo quella digitale, bensì quella globale. Stiamo dunque parlando di veri e propri stati di coscienza in divenire, di mutamenti in profondità.

Trattandosi ancora solo di un’idea o meglio, di un progetto ancora in piena fase di evoluzione, quel che sembra certo è che il metaverso potrebbe stare alla realtà virtuale come gli attuali smartphone stanno ai primi, rozzi, modelli di cellulari degli anni ’90.

È tempo di “Experience”, tutti vogliono “sentire”, “fare esperienza diretta”, anche digitalmente: secondo i sostenitori e gli investitori del metaverso, dunque, i tempi sono maturi per un salto ulteriore appunto nella terra degli avatar, portando la trasformazione digitale a coniugarsi con una società intelligente.

Da dove proviene il concetto di metaverso

Il termine “metaverse” è stato coniato dallo scrittore Neal Stephenson nel 1992, nel suo romanzo di fantascienza del “Snow Crash“, ambientato in un futuro prossimo in cui il mondo virtuale e il mondo fisico sono indissolubilmente interconnessi. Nella fantasia di Stephenson, il metaverso è immaginato come una immensa sfera nera di 65.536 km di circonferenza, tagliata in due all’altezza dell’equatore da una strada percorribile anche su una monorotaia, che ha 256 stazioni. Su questa sfera ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera: negozi, uffici, locali pubblici e altro, il tutto visitabile dagli altri utenti. In questo mondo descritto dal romanzo, la differenza tra le classi sociali è rappresentata dalla risoluzione del proprio avatar e dalla conseguente possibilità di accesso a luoghi esclusivi.

Come entrare nel Metaverso

La materia del metaverso è composta dai dati e dalle informazioni, la sua struttura è spazio-temporale, la stessa dell’universo fisico. È una struttura composta da lunghezza, larghezza, profondità e tempo: il cyberspazio, sostanzialmente un universo creato e alimentato dalle reti globali di comunicazione.

Il Metaverso è abilitato da molte tecnologie diverse, come AR (realtà aumentata) e VR (realtà virtuale), che sono quelle a cui la maggior parte delle persone tende a pensare. Ma non sono gli unici punti di ingresso. C’è anche la blockchain, che è una grande componente, c’è il 5G, c’è l’edge computing e molte altre tecnologie.

Le porte del Metaverso sono accessibili a chiunque fosse interessato. Infatti, per entrare nel Metaverso non sono richieste competenze speciali nel campo informatico. Solo alcuni strumenti sono necessari per accedere al Metaverso:

  1. un computer che può essere sostituito da uno smartphone
  2. una connessione internet per poter interagire con il mondo del web
  3. un account su una delle piattaforme del mondo virtuale Metaverso
  4. per rendere l’esperienza più immersiva è possibile utilizzare anche i visori 3D di realtà aumentata

Le Piattaforme più famose per entrare nel Metaverso

Emergono tanti mondi digitali che si rivolgono ai consumatori e a cui è possibile accedere tramite browser, app o device per la realtà virtuale. Ecco le principali piattaforme per entrare nel Metaverso.

  • Decentraland è un mondo della realtà virtuale del Metaverso creato da Ethereum. In questo universo virtuale gli utenti una volta iscritti possono creare edifici virtuali, case, parchi e far pagare agli altri la visita. Tutti gli elementi virtuali di Decentraland possono essere acquistati con una criptovaluta chiamata MANA.
    Entrare nel Metaverso Decentraland è facilissimo, basta andare su sito, creare un account con il proprio avatar e iniziare l’esplorazione.
  • Sandbox è un metaverso virtuale diventato popolare da quando ha annunciato la sua partneship con Meta. I suoi avatar hanno uno stile visivo a blocchi come Minecraft e possono costruire, possedere e monetizzare utilizzando Token e SAND.
    Sandbox ha anche stretto una partnership con oltre 165 marchi per creare gli avatar nel mondo virtuale di personaggi famosi come Snoop Dog e The Walkind Dead.
  • Stageverse è una nuova piattaforma virtuale per esperienze immersive e consente agli utenti di assistere a concerti attraverso filmati 3D a 360° ed effetti speciali. È possibile accedere a Stageverse attraverso l’app Oculus Quest per dispositivi iOS e android.

Quando si affermerà pienamente il Metaverso

Il Metaverso immagina un futuro in cui una casa automobilistica, per pubblicizzare un nuovo modello “lascerà la sua auto nel mondo digitale in tempo reale e chiunque sarà in grado di guidarla”.

Allo stesso modo, quando faremo shopping online proveremo i vestiti in una realtà digitale, ossia virtuale, prima di ordinare quelli che ci arriveranno nel mondo reale.

Appare ormai chiaro che stiamo assistendo alla nascita del “metaverse marketing”, come lo ha definito la rivista Forbes.

Nel prossimo futuro vedremo sempre più marchi, più investimenti, più fusioni e acquisizioni e più utenti in tutto ciò che riguarda il rendering in 3D e in tempo reale. Queste sono tendenze che vanno avanti già da diversi decenni, ma le aziende, naturalmente, devono investire molto prima che arrivino entrate e prodotti. 

Bill Gates ha affermato di credere che nei prossimi due o tre anni la maggior parte degli incontri avverrà nel metaverso. La realtà è che ci vorrà un decennio o più perché ciò accada, secondo gli esperti.

Facebook e il metaverso: 10mila assunzioni nei prossimi anni

C’è un grandissimo entusiasmo per il metaverso tra gli investitori e le big tech.

“Metaverso” è salito alla ribalta con l’annuncio di Facebook, che ha deciso di denominare Meta” la holding del Gruppo (che controlla le piattaforme Facebook, Whatsapp, Instagram e gli Oculos) e di avviare un progetto con questo nome, progetto di cui si sa ancora poco. Pochi giorni dopo, Microsoft ha annunciato che dal 2022 integrerà il Metaverso nella piattaforma Teams con una funzionalità chiamata Mash: gli utenti potranno creare un avatar con cui partecipare alle riunioni di lavoro. A questi annunci delle big tech ne sono seguiti diversi altri.

“Siamo all’inizio di un nuovo capitolo per Internet, ed è anche un nuovo capitolo per la nostra azienda”, ha detto Mark Zuckerberg, il fondatore e CEO di Facebook. Recentemente l’imprenditore ha investito 50 milioni di dollari nel finanziamento di gruppi senza scopo di lucro per aiutare a “costruire il metaverso in modo responsabile”, anche se esprime la convinzione che questa idea impiegherà 10-15 anni per avverarsi. Intanto, ha già annunciato che per sviluppare il metaverso assumerà 10 mila persone in Europa.

Zuckerberg e altri imprenditori miliardari della Silicon Valley sembrano convinti che il metaverso sia ormai un traguardo vicino. In una recente intervista apparsa su The Vergeil fondatore di Facebook lo descrive come un cambio di passo nella strategia dell’azienda, pronta a investire sempre di più nelle tecnologie AR e VR per dare origine ad una  sorta di “Internet incarnato, in cui invece di visualizzare solo i contenuti, ci sei dentro”. Ancora Facebook ha sperimentato un’app per riunioni VR chiamata Workplace e uno spazio sociale chiamato Horizons, che utilizzano entrambi sistemi di avatar. 

Ambiti ed attività già presenti nel Metaverso:

Entertainment, gaming

Videogame, uno dei primi e più evidenti campi di applicazione della virtualità. L’aspetto più interessante sarà il sorgere di gameplay originali all’interno del Metaverso, sfruttando le risorse interne al mondo in cui si svolgono, o la creazione di spettacoli “virtual native” in grado di raccogliere un pubblico al cui confronto Woodstock non è nulla.

Arte, Teatro, Architettura e Design

Il Metaverso stesso è opera dei creativi. La fortuna dei mondi virtuali è l’adesione dei creativi alla piattaforma, e così facendo, contribuiscono alla costruzione di cose, ambienti, oggetti che renderanno vivibile il Metaverso. Senza dubbio le attività “virtual native” sono essenzialmente creative.

Scienze sociali, marketing, comunicazione

Simulare l’efficacia di un punto vendita o di una campagna di marketing, verificare l’interesse del pubblico ad un prodotto, creare un contest o progettare uno staff di creativi: il Metaverso permette di avere risposte e verifiche come e meglio di qualunque sondaggio, permette di creare un prototipo non solo di un oggetto, ma di fare un prototipo sociale e di metterlo alla prova sul prodotto.

La città virtuale, geolocalizzazione

La città virtuale e la città reale, la mappa e il territorio si possono sovrapporre sino a combaciare, oppure, al contrario, diventare una estensione dell’altra. La geolocalizzazione e la combinazione di reale e virtuale sono tra gli ambiti più promettenti.

Turismo sintetico

Synthtravel: è uno strumento in più per costruirsi una opinione su un viaggio e sperimentarne l’ offerta, oltre a conoscere ad esempio, chi ci accoglierà quando prenderemo l’aereo.

Ufficio virtuale e Smart Working

L’evoluzione del lavoro Agile e le call conference. Tutte tecnologie e soluzioni di comunicazione e lavoro che conosciamo bene e che trovano nella virtualità la sintesi più efficace, e i grandi player di questo mercato stanno già offrendo all’interesse di pubblico e aziende scenari e prodotti.

Metaverso nella formazione e istruzione

Comunità di pratiche, laboratori, simulatori. Il Metaverso è il luogo ideale dove vivere esperienze dal forte impatto emotivo, ma anche educativo, secondo gli investitori. Dalla medicale alle scuole primarie, dalle aule universitarie alle scuole di vela, il virtuale “promette” di avere esperienze memorabili come il reale.

Metaverso nel Retail

Varie realtà del fashion e del luxury stanno cominciando ad investire nella realtà virtuale. Brand di lusso come Gucci, Dolce & Gabbana, Etro, catene di fast fashion come Zara, H&M, Benetton e dello sportswear, non hanno perso l’occasione di aprire i loro flagship store nei Metaverse Fashion District, creando per gli utenti delle vere e proprie esperienze immersive. Lo scorso 5 maggio, lo stesso Zuckerberg ha incontrato a Milano alcuni dei principali Ceo della moda e del lusso, settore che sta puntando molto sul metaverso, tra i quali Lorenzo Bertelli (Prada), Diego Della Valle (Tod’s), Renzo Rosso ( Diesel), Remo Ruffini (Moncler), Marco Gobetti (Ferragamo). Gucci ha messo in vendita una borsa solo virtuale e ha già lanciato le sfilate virtuali, Nike ha deciso di vendere scarpe “virtuali”. Sulla stessa linea troviamo Adidas e Benetton.

Ray-Ban e Luxottica hanno creato un modello di occhiali che permette di inquadrare e scattare fotografie oppure fare video da condividere in tempo reale sui social. Tutto grazie a una telecamera invisibile posizionata all’interno della montatura.

Secondo Morgan Stanley, per il settore moda e lusso, gli introiti derivanti dalla realtà virtuale potrebbero ammontare, entro il 2030, a 50 miliardi di dollari (circa 44 miliardi di euro). È normale che le multinazionali del settore si stiano attrezzando in questo senso.

Metaverso nella Grande Distribuzione

Alcuni marchi del settore del Food & Beverage hanno già consolidato a tutti gli effetti la loro presenza nel Metaverso, mentre altri stanno iniziando a compiere i primi passi lanciando progetti sperimentali per coinvolgere e divertire, creare etichette nuove, creare contenuti digitali unici e di qualità.

Carrefour ha acquistato un terreno dell’equivalente di 36 ettari di superficie nel mondo virtuale del videogioco Sandbox. 

Secondo i dati della piattaforma OpenSea, la transazione è costata al gruppo 120 unità della criptovaluta Ethereum, poco meno di 300 mila euro. La direttrice della trasformazione digitale di Carrefour ha affermato che su questo territorio virtuale si potrebbero organizzare “eventi o lanci di prodotti.

La stessa scelta è stata fatta da Warner Music e Coca Cola. Quest’ultima ha addirittura creato una collezione digitale dei suoi prodotti più iconici.

Wallmart, gigante statunitense della grande distribuzione, ha depositato il 30 dicembre 2021, presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti, diversi nuovi marchi che, sostengono i media specializzati, indicherebbero la sua intenzione di produrre e vendere beni virtuali, tra cui elettronica, decorazioni per la casa, giocattoli, articoli sportivi e prodotti per la cura personale.

Metaverso e automotive

A inizio 2022, Hyundai Motor Company ha annunciato Hyundai Mobility Adventure, uno spazio metaverse dove gli utenti possono sperimentare i prodotti avanzati di Hyundai Motor e le soluzioni di mobilità del futuro. Ha dunque deciso di allargare il ruolo della mobilità alla realtà virtuale (VR), consentendo in definitiva alle persone di superare i limiti fisici del movimento nel tempo e nello spazio.

BMW, per la sua nuova linea di produzione di veicoli elettrici, ha effettuato per sei mesi una simulazione costruendo auto virtuali in scala uno-a-uno nel metaverso, prima di realizzare effettivamente il layout finale per la fabbrica. Nel corso di quei sei mesi il design è cambiato di quasi il 30% rispetto all’originale. Come afferma la stessa casa automobilistica “In effetti, perché non esercitarsi prima nel metaverso, dove a basso costo puoi fare le cose all’infinito, facendo accadere anche ciò che nella realtà sarebbe impossibile?”

In effetti, molti progettisti stanno sperimentando nuovi prodotti e servizi in ambienti di tipo metaverso, per capire come si relazionano con il mondo fisico, prima di farli scontrare con la realtà. Insomma, con il metaverso le persone sono poste in grado di fare lavori di progettazione ingegneristica in modo altamente produttivo, senza dover prendere un aereo per incontrarsi.

Metaverso e immobiliare

Probabilmente il primo e più redditizio fra le attività dei mondi virtuali sono state le attività immobiliari a capitalizzare milioni di dollari nell’intermediazione e nell’arbitraggio di terreni virtuali.

Comprare casa (e terreni) nel metaverso sta diventando una delle attività principali nella nuova dimensione digitale.

Il funzionamento del mercato immobiliare nel metaverso è basato sui parcel, gli appezzamenti o lotti di terra messi a disposizione da ogni piattaforma. Gli utenti possono quindi comprare un appezzamento per poi costruirvi un immobile. Proprio come nel mondo reale, poi, le operazioni di compravendita possono essere gestite da veri e propri agenti o broker immobiliari che operano nel metaverso. Secondo Cnbc, l’emittente televisiva finanziaria, attualmente circa 12 compagnie a livello globale stanno operando come agenti immobiliari nel metaverso, ma il numero è in continua crescita. Un esempio tra tutti è Metaverse Property, che sul suo sito si definisce “la prima compagnia al mondo per il settore immobiliare virtuale”.

Metaverso e banche

Nell’ambiente virtuale del metaverso, la banca potrà: creare la propria community e accogliere in modo nuovo i propri clienti e quelli potenziali con esperienze virtuali esclusive, immersive e interattive, che aumenteranno la considerazione, il grado di apprezzamento e la fedeltà dei clienti. Il metaverso sarà l’ambiente che permetterà alla banca di migliorare l’engagement e offrire un’esperienza ‘aumentata’ agli utenti, in cui le tecnologie data-driven consentiranno di profilare sempre di più il comportamento degli utenti stessi.

metaverse

Metaverso: quale sarà il futuro?

Il metaverso si propone di offrire una versione ordinata e razionalizzata del mondo, per sua natura caotico. Siamo ancora alle prime fasi; l’evoluzione del metaverso sarà disputata tra i colossi della tecnologia nel prossimo decennio, o forse anche di più. Ma ad oggi è difficile prevederne gli sviluppi e capire quanto inciderà nelle sue concrete applicazioni l’eventuale preferenza delle persone per la realtà fisica rispetto a quella virtuale.

Esperti come Brent Mittelstadt, un ricercatore senior in etica dei dati presso Oxford Institute, in ambito virtuale ritengono che il potenziale impatto sociale del metaverso sia tutt’altro che certo. “Se diventasse dirompente, ad esempio conducendo le persone ad andare ad appuntamenti virtuali anziché incontrarsi di persona, sarebbe molto difficile dire quale effetto avrebbe sulla natura delle relazioni, nello stesso modo in cui era difficile prevedere l’impatto che i social media avrebbero avuto quando se ne parlava solo come un’idea”.

Mittelstadt vede nel metaverso principalmente un modo per Facebook per fare più soldi. “Se riesce a farti passare molto tempo lì, sta raggiungendo il suo obiettivo di raccogliere più dati e monetizzarli. Avrebbe più fonti di dati di quelle attualmente esistenti nel web, che vengono incanalate attraverso questa cosa che è il metaverso”.

Critiche e rischi sul metaverso: le nostre considerazioni

La realtà del metaverso “immerge” le persone in una realtà che non esiste nel mondo reale e questo contribuirà ancor di più all’isolamento e ad evitare i “veri rapporti sociali”.

Secondo nostre fonti ed informazioni pervenuteci già diversi anni fa da persone influenti con titoli nobiliari, sono numerose le persone di questi ambienti che hanno avuto informazioni di investire su progetti relativi al metaverso, già molto tempo fa.

Noi sappiamo bene che non possiamo andare contro il progresso perchè progetti innovativi come “Metaverso” ed altri, sono stati studiati per andare inesorabilmente avanti. E sono già tanti anni che le grandi società e parte dell’élite stanno investendo fiumi di denaro in questa direzione.

Il metaverso potrebbe far parte del progetto “non avrai nulla e sarai felice?”…gran parte della massa sicuramente apprezzerà quest’iniziativa ritenendosi gratificata di vivere esperienze virtuali “grandiose”, pur non vivendole concretamente nel mondo fisico.

Oltretutto non sappiamo come verranno gestite le politiche della privacy delle persone e l’argomento identità! Non resta che attendere per vedere quale sorte spetterà al metaverso che, per il momento, sta suscitando così tanto interesse.