Dal caro bollette alla crisi del gas, un piano organizzato a tavolino

09/17/2022 1 Di Samu

Tra inflazione, caro bollette, crisi energetica si prevede un autunno “caldo” in Europa, ma soprattutto in Italia. Un disastro già annunciato.

Oggi in Italia ci troviamo in una situazione economica veramente drammatica. La scelta politica del governo Draghi e di Conte precedentemente, hanno fatto piombare come previsto, il Paese nel baratro. Dapprima con la pandemia, poi sono arrivate le restrizioni, i lockdown, la privazione delle libertà costituzionali, ed infine con il pretesto della guerra Russia-Ucraina l’aumento del prezzo delle materie prime.

Questo sta portando gradualmente ad un aumento dell’inflazione senza precedenti che stiamo gia’ notando sulle nostre bollette, nonchè dobbiamo prepararci a scarsità di energia e gas per l’inverno che è alle porte. E’ gia’ pronto il piano di risparmio energetico a cui tutti i Comuni stanno poco a poco aderendo: si parla di riduzione dell’orario di lavoro, spegnimento dei lampioni nelle città durante le ore notturne, posticipare di due settimane l’accensione dei riscaldamenti nelle case e tenere la temperatura non superiore ai 19 gradi.

Ma questo piano non solo non basta a risolvere i problemi attuali, ma ne creerà sicuramente degli altri, ancora più pesanti, soprattutto nell’ambito sociale e industriale. Una città al buio farebbe crescere il tasso di criminalità e non farebbe sentire i cittadini al sicuro, la riduzione delle ore lavorative da parte di aziende e fabbriche porterebbe ripercussioni pesanti sulla produzione commerciale.

Questo non farà altro che accrescere precarietà e povertà perchè l’aumento dei costi pesa eccome sulle famiglie costrette a rinunciare non solo al superfluo, ma ora anche ai beni primari.

La situazione è trasversale e colpisce tutta l’Europa, ma a pagarne maggiormente le spese è l’Italia. Il problema va risolto altrimenti questo inverno sarà drammatico, perchè non solo la gente avrà difficoltà a scaldarsi con gli stipendi decurtati da questa crisi, ma moltissimi perderanno anche il lavoro: di questo passo si chiude tutto.

Sarà una “guerra tra poveri” che metterà l’uno contro l’altro… commercianti che aumenteranno i prezzi a dismisura a discapito dei consumatori che non potranno acquistare neanche i beni di prima necessità.

C’è chi confida in chi entrerà nel prossimo Governo, che possa affrontare a piene mani questo tsunami economico che ci sta investendo, immettendo liquidità per abbattere il caro bollette o lavorando per calmierare l’aumento indiscriminato del mercato che sta esagerando con la speculazione.

Tutti inutili pagliativi, inutile sperare nel sistema, nè tantomeno nei partiti che si definiscono “anti-sistema”, in quanto tutti sono asserviti al progetto della svendita del nostro Paese che è iniziato già tempo fa e deve essere portato a termine secondo i piani dell’Agenda.

L’Agenda 2030 creata dal Word Economic Forum di Davos di cui Klaus Schwab ne è il fondatore prevede che entro il 2030 le masse non possiedano più nulla e saranno felici.

Vedi l’articolo da noi pubblicato il 19/05/2022 sul Grande Reset del Forum di Davos:

Il primo banco di prova di svendita di un Paese è stata la Grecia, iniziato nel 2011, in cui la Commissione Europea e il Fondo Monetario Internazionale parlavano di 50 miliardi di euro da incassare dalle vendite dei beni pubblici greci una volta avviata la campagna di privatizzazione. In questi ultimi 10 anni, le grandi aziende straniere, con la complicità dei governi interessati, hanno depredato la Grecia colpendo gli asset strategici del Paese, dando inizio ad una delle più grandi svendite di beni pubblici che la storia europea ricordi.

Questo sembra proprio essere stato un’apripista, in quanto, da come si stanno evolvendo gli eventi nel nostro Paese, la storia insegna che stiamo andando esattamente verso quella direzione.

Basta solo ripercorrere l’ultimo ventennio della nostra storia italiana ed ognuno di noi puo’ notare il cambiamento epocale a cui abbiamo assistito soprattutto a livello economico: aziende che sono state chiuse o “traslocate” all’estero, fallimenti di industrie Made in Italy che sono state sempre l’eccellenza del nostro Paese, licenziamenti e ingente aumento della disoccupazione.

E pensare che fino a trent’anni fa, prima dell’euro, eravamo la quarta potenza mondiale, invidiati da gran parte del mondo, con un patrimonio enorme dal punto di vista manifatturiero, artistico-culturale, alimentare, artigianale e delle biodiversità, superiore a qualsiasi altra potenza mondiale.

Ma dopo aver ceduto dapprima le nostre industrie agli sciacalli francesi, tedeschi, americani e cinesi, con la compiacenza dei nostri politici, ora sono rimasti i beni di proprietà degli italiani, ovvero le case, del valore di circa 5.200 miliardi di euro. Ed è proprio lì che i grandi burattinai muovono le fila e dettano Agende con lo scopo di impoverire un Paese e appropriarsi dei beni dei cittadini.

Da che mondo e mondo, la storia ci insegna che i problemi all’interno di una società non sono mai stati risolti dal sistema politico, di cui piuttosto è stato sempre la causa di caos e speculazioni. Le soluzioni sono affidate esclusivamente alle persone che debbono in primis prendere coscienza della realtà, aprire gli occhi una volta per tutte su chi fa gli interessi dei cittadini e chi fa i propri, e conseguentemente prendere una ferrea posizione per cambiare l’attuale sistema.

Già questo sarebbe un gran imput per il prospetto di un reale cambiamento.

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