Giorgia Meloni ha vinto le elezioni…ma la vera vittoria è dell’astensionismo.

09/26/2022 0 Di Saturnia

Secondo le statistiche del Viminale ben il 36,05% degli aventi diritto non si è recata alle urne: questo significa che circa 17 milioni di italiani non si sono recati a votare e rappresentano il primo partito assoluto in Italia. Un’astensione di questa entità non si era mai registrata in tutta la storia della Repubblica Italiana.

In foto, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, vincitrice delle elezioni 2022

Giorgia Meloni entra nella storia italiana come la prima ministro donna con la sua carica da Presidente del Consiglio. Ma che si arrivasse a questa vittoria lo si era capito già da febbraio 2021 quando è stato ufficializzato il suo ingresso all’Aspen Institute della dinastia Rockefeller, facendo ben intendere che il deep state internazionale stava puntando su di lei.

Questa mattina tutti i quotidiani incoronano la Meloni regina di queste elezioni. Si tratta, però, di un falso.

Il mainstream sta evidenziando il fatto che il partito della Meloni è il primo d’Italia con il 26%, ma pochi parlano del partito dell’astensionismo. I quotidiani e le reti nazionali ci stanno dicendo che solo il 63,95% degli aventi diritto al voto si sono recati alle urne. Ma perché invece di darci la percentuale di coloro che si sono recati al voto, non ci danno la percentuale di quelli che NON si sono recati al voto?

La verità è che nessun media dirà che il primo partito in assoluto vincitore di queste elezioni, è stato il PARTITO DELL’ASTENSIONE, ossia di quelle persone che per protesta hanno deciso di non recarsi alle urne perché non si sentono rappresentate da nessuna forza politica e sono contro il sistema del deep state che muove le fila di tutti i partiti.

Secondo i sondaggi dei canali web alternativi, sono per la maggioranza i più giovani e i maturi che hanno accesso ad altri canali di informazione che in massa hanno contestato il sistema del deep state non recandosi alle urne e rappresenterebbero i 17 milioni di italiani che hanno scelto di non votare.


Questi 17 milioni di italiani non si sono recati alle urne proprio perché amano il proprio Paese e sono consapevoli che qualsiasi voto serve solo ad alimentare il sistema del deep state che vuole stritolarlo e che controlla tutti i partiti. Sono 17 milioni di italiani che hanno capito il gioco dei gatekeeper e non abboccano più.

Consideriamo che tra il 63,95% degli aventi diritto vi è una bella fetta rappresentata da tutte le persone anziane che usano poco internet e gli unici canali di informazione è la TV del deep state che da mesi, attraverso un vero e proprio bombardamento mediatico, ha fatto loro il lavaggio del cervello. Un’altra buona parte cha ha votato, è stata per “il meno peggio” affidandosi ai partiti dichiarati del dissenso, quali “Italexit” di Paragone, “Vita” di Sara Cunial e “Italia Sovrana e Popolare” di Francesco Toscano, partiti che non servivano ad altro che raccogliere votanti e convogliarli alle urne, per “fare numero”.

In foto, in alto Gianluigi Paragone (Italexit) e Francesco Toscano (Italia Sovrana e Popolare). In basso Marco Rizzo (Italia Sovrana e Popolare) e Sara Cunial (Vita)

Va detto che tutti coloro che hanno lottato utilizzando i social e si sono adoperati per primi ad un vero cambiamento del sistema politico, il famoso “fronte del dissenso”, si sarebbe dovuto unire dal principio e se così non poteva essere, tanto valeva non presentarsi alle elezioni come partiti individuali. Ciascuno ha pensato bene a esaltare sè stesso come leader, personalizzare il proprio partito ed incanalare il malcontento ciascuno nel proprio gruppo politico. Questo disgregamento non ha portato altro che ad un tragico risultato finale, come prevedibile: i partiti del dissenso non hanno raggiunto neanche la percentuale del 3%, necessaria per entrare in Parlamento. Quindi, a cosa realmente sono serviti? Soltanto a legittimare il governo che sarebbe uscito vincitore dalle elezioni.

Va sottolineato che il primo partito della Meloni ha il 26% del 63,95% di votanti per cui, facendo due calcoli, in realtà è appena il 16,64%.
Persino il 43% della coalizione (FDI, Lega e FI) in realtà sarebbe appena il 27,5%.

Ma davvero la Meloni pensa di governare il Paese con questi numeri? Come prevedibile, l’esecutivo che si formerà è moralmente sfiduciato ancora prima di nascere perché rappresenta solo una sparuta minoranza della popolazione, soprattutto in vista della bomba sociale che sta per scoppiare.

Un numero consistente che comunque ha votato la Meloni ora si attende innanzitutto che lei si esprima chiaramente, prenda una posizione netta, abbandonando l’ambiguità che l’ha sempre contraddistinta prima delle elezioni. In secondo luogo, che prenda iniziative serie ed immediate su questioni chiave come obblighi vaccinali, restrizioni, Green Pass e questione economica del nostro Paese.

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