Burkina Faso: secondo colpo di Stato in un anno, deposto il presidente Damiba.

10/03/2022 0 Di Saturnia

Pesanti proteste in Burkina Faso contro l’imperialismo francese. Assaltata e incendiata l’ambasciata francese a Ouagadougou, la capitale. Il tenente colonnello Damiba, presidente del Burkina Faso, è stato deposto. I manifestanti chiedono il sostegno alla Russia.

In foto, i manifestanti appiccano fuoco al consolato francese di Ouagadougou.

Nella giornata di sabato 1 ottobre, pesanti proteste e tensioni si sono verificate davanti l’ambasciata francese a Ouagadougou e ci sono state segnalazioni di una sparatoria vicino alla residenza dell’ambasciatore. I manifestanti hanno tentato di assaltare il consolato francese accusando la Francia di ospitare e proteggere il presidente ad interim Damiba recentemente deposto. Secondo fonti governative, l’ex presidente Damiba, si è nascosto in una base francese per attuare una controffensiva. La Francia ha negato il coinvolgimento negli eventi accaduti in questi giorni.

Fonti locali hanno parlato di gruppi armati che si sarebbero formati davanti al consolato per espellere i francesi. Le tensioni sono degenerate in un incendio al complesso dell’ambasciata francese, i manifestanti hanno appiccato fuoco come segno di protesta contro l’imperialismo francese.

In foto, manifestanti davanti l’ambasciata francese di Ouagadougou, incendiata.

Tutto è iniziato qualche giorno fa a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, dove si sono udite diverse sparatorie all’interno del campo militare Baba Sy, situato nelle vicinanze del palazzo presidenziale, occupato dal tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba. Mezzi militari sono stati avvistati vicino il Palazzo Presidenziale. Almeno due elicotteri hanno sorvolato il campo di Kamboinsin, a nord di Ouagadougou.

I militari hanno occupato il palazzo della televisione di stato e il segnale televisivo nazionale è stato interrotto con uno schermo nero che ha sostituito i consueti programmi. L’ambasciata francese, l’Unione Europea e altri Paesi come il Belgio hanno dato istruzioni al loro personale di non uscire di casa.

Sul web, dopo l’arrivo delle prime notizie, c’erano già chiare voci che ipotizzavano un secondo tentativo di colpo di Stato o di un ammutinamento.

Il Paese, da gennaio 2022, era in mano a una giunta militare salita al potere con un colpo di stato che aveva rovesciato il presidente eletto Roch Marc Christian Kaboré per fare largo al tenente colonnello Paul Henri Sandaogo Damiba, eletto Presidente ad interim del Burkina Faso e capo del Movimento patriottico per la salvaguardia.

In foto, il presidente Paul-Henri Sandaogo Damiba, deposto dal colpo di Stato.

Dall’attacco a un convoglio di rifornimenti scortato dall’esercito, avvenuto lunedì 26 settembre a Gaskindé, nel nord del Paese, durante il quale sono stati uccisi almeno 11 soldati e sono scomparsi una cinquantina di civili, si sono moltiplicate le voci di dissenso nei confronti della giunta al potere.

Dopo ore di scontri armati fuori dalla capitale del Burkina Faso, venerdì 30 settembre è stato annunciato che un nuovo colpo di stato militare ha deposto il governo militare provvisorio capeggiato dal Presidente della Transizione Damiba.

Ora che il tenente colonnello Paul Henri Sandaogo Damiba è stato rimosso dal potere dai golpisti, il capitano Ibrahim Traoré è il nuovo presidente del Paese.

In foto, il capitano Farouk Azaria Sorgho legge un messaggio in diretta Tv comunicando la caduta del governo di Damiba.

I golpisti affermano di far parte dell’MPSR (movimento che ha rovesciato il precedente governo civile nel gennaio 2022) e che le ragioni del colpo di Stato siano il degrado della situazione sociale, culturale e di sicurezza del Paese, che dal 2011 è infestato da milizie jihadiste e terroristi.

Quindici soldati in uniforme hanno sequestrato lo studio della tv locale e sono apparsi davanti agli schermi, leggendo una dichiarazione secondo cui le frontiere sarebbero state chiuse e di aver destituito il presidente Damiba, e che da ora in avanti il capitano Ibrahim Traore diventa il nuovo capo di Stato.

Traore, il nuovo comandante del Burkina Faso, ha sciolto il governo sospendendo la Costituzione e la Carta transitoria, chiuso i confini a tempo indefinito e sospese tutte le attività politiche, segnando così la fine del processo di transizione per restituire il potere alle mani dei civili. Il nuovo Presidente del Burkina Faso ha denunciato l‘incapacità di Damiba di combattere gli islamisti, la cui offensiva ha provocato negli ultimi anni la morte di migliaia di persone e almeno due milioni di profughi.

“Di fronte alla situazione peggiorata, abbiamo cercato diverse volte di chiedere a Damiba di ridefinire la transizione sulla questione della sicurezza. Ma le sue azioni ci hanno gradualmente convinti che le sue ambizioni ci portavano lontani da quello che dovevamo fare. Oggi abbiamo deciso di deporlo”, ha dichiarato Traore.

Il colpo di stato del palazzo ha raggiunto la popolazione locale e dopo il successo del rovesciamento del tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, la gente è scesa in strada. Sono apparse per le strade di Ouagadougou proteste pro-Russia e anti-Francia in cui i manifestanti sventolavano bandiere russe e cantando in coro: “Nous voulons la Russie” – “Vogliamo la Russia”.

I civili manifestanti hanno chiesto alla Russia di aiutarli a vincere la guerra contro i terroristi che affliggono le aree settentrionali del paese, proprio come fa con il loro vicino, il Mali, dove i gruppi di PMC russi si addestrano apertamente e collaborano con le forze armate maliane.

In foto, manifestanti di Ouagadougou esultano per la caduta del governo di Transizione con bandiere russe, chiedendo il supporto della Russia.
In foto, persone avvolte nelle bandiere russe per le strade, che chiedono alla Russia di epurare la loro terra dai terroristi.

La nuova giunta del Burkina Faso ha affermato di essere pronta a collaborare con un “altro partner” sulla questione della lotta al terrorismo nel Paese. Sullo sfondo della situazione nel vicino Mali, si tratta di un chiaro riferimento alla Russia.

Il Burkina Faso è un Paese noto per appartenere alla sfera di influenza neocoloniale della Francia, sottoposto al giogo coloniale di Parigi. Le rivolte sono scoppiate per il malcontento, covato negli anni. La popolazione, stanca dello sfruttamento, attribuisce le cause della povertà ad una politica influenzata dalla Francia.

La svolta del Burkina Faso, dopo il Mali ed altri Paesi, riduce grandemente il colonialismo francese, ridimensionerà la Francia che senza lo sfruttamento dell’Africa non potrà più permettersi lo stato sociale che ha e tante altre cose.

Ciò che è successo oggi in Burkina Faso rappresenta un deterrente per tanti altri Paesi dell’Africa che vogliono liberarsi del colonialismo francese o inglese, dalle multinazionali europee e che cercano l’indipendenza dalle politiche estere.

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