Julian Assange: “non si può costruire una civiltà equa partendo dall’ ignoranza e dalla menzogna”.

Julian Assange: “non si può costruire una civiltà equa partendo dall’ ignoranza e dalla menzogna”.

01/14/2023 2 Di Saturnia

Julian Assange é diventato un’ icona di libertà di stampa e democrazia in tutto il mondo, da WikiLeaks alla pubblicazione di mezzo milione di documenti riservati del governo degli Stati Uniti, dal suo arresto nell’ aprile 2019 alla detenzione nella prigione Belmarsh del Regno Unito. Assange rischia, con l’estradizione negli Stati Uniti, una pena fino a 175 anni di carcere.

Questa pagina “Personaggi Scomodi” é dedicata a persone, quali attivisti, giornalisti, scrittori ed altre personalità considerate “scomode” per il sistema…

Scomodi perché con il loro operato hanno in qualche modo messo alla luce verità volutamente occultate dai governi, svelando segreti e retroscena importanti che avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi della storia. O quantomeno hanno provato a divulgare informazioni top secret importanti a livello mondiale, tali da poter far cadere capi di governo influenti o cambiare la situazione geopolitica di alcuni Paesi. E per questo hanno pagato conseguenze molto gravi sia per loro stessi, che per i propri familiari.

Per la maggior parte della popolazione, questi personaggi sono dei veri e propri eroi, vengono osannate le loro gesta in manifestazioni o con pubblicazioni video sui social, ma pochi, forse, si rendono conto di quanto dura sia la loro vita, soprattutto quando si trovano a dover fare i conti con la ritorsione dei governi.

Attacchi dei media, condanne, isolamenti e prigione, ed il prezzo a volte viene pagato con la vita stessa.

Pensando a “personaggi scomodi”, colui che é diventato un simbolo della libertà di stampa e democrazia a livello mondiale, é senza ombra di dubbio Julian Assange a cui noi dedichiamo un posto di rilievo in questo blog.

Se Julian Assange muore… tutti coloro che hanno taciuto saranno corresponsabili” (15 settembre 2019, Giulietto Chiesa).

In un’epoca in cui l’Occidente si riempie la bocca di paroloni come democrazia, libertà di parola e diritti umani, dopo tre anni e nove mesi trascorsi a Belmarsh, carcere di massima sicurezza britannico, Julian Assange è ancora imprigionato a Londra senza processo.
Il suo delitto? Quello di avere detto la verità e averla fatta conoscere al mondo, “rendendo pubblici i crimini di alcuni governi che erano stati secretati ingiustamente”.

Julian Assange, nato il 3 luglio 1971 a Townsville in Australia, giornalista d’ inchiesta, già da giovane era un ragazzo “controcorrente” ma introverso. Diversamente dai suoi coetanei non amava uscire e socializzare, preferiva invece passare il tempo con i computer e i sistemi operativi. In quegli anni il giovane Assange sviluppò capacità informatiche importanti che sfruttò per entrare nei server inviolabili di organi di Stato come il Pentagono o la Nasa. Fu incriminato per reati informatici, ma i giudici archiviarono il caso appena Assange divenne maggiorenne.

Quella di Assange non fu una giovinezza spensierata, cresciuto con l’assenza del padre, le violenze subite dal compagno della madre, gli psicologi e i numerosi trasferimenti. E poi la vita da semi-fuggitivo nascondendosi nei posti più anonimi d’Europa quando iniziò a fare le prime pubblicazioni come “hacker” sino ad arrivare alla fondazione di “WikiLeaks“, testata giornalistica con la quale ha rivelato al mondo la vera faccia dell’imperialismo occidentale a stelle e strisce.

Assange ha assunto notorietà internazionale nel 2010 per aver divulgato, attraverso un potente sistema di cifratura, documenti dell’esercito e del governo statunitensi secretati, concernenti crimini di guerra compiuti, delitti, corruzione, affari miliardari di lobby e traffici illeciti.

Nei suoi quasi 15 anni di attività, WikiLeaks ha diffuso oltre 10 milioni di documenti classificati top secret di cui la maggior parte ha a che fare con piani segreti del governo americano nei suoi programmi di intelligence, sicurezza e guerra.

Per tali rivelazioni Assange ha ricevuto svariati encomi da personalità pubbliche e privati, nonché onorificenze, tra cui il Premio Sam Adams, la Medaglia d’ oro per la Pace e la Giustizia dalla Fondazione Sydney Peace e il Premio per il Giornalismo Martha Gellhorn, oltre ad essere stato ripetutamente proposto per il Premio Nobel per la pace per la sua trasparenza di informazione.

In foto, Julian Assange a cui é dedicata la copertina del “Time” del 27/12/2021 con il titolo “Prigioniero politico dell’ anno”.

Da WikiLeaks escono le stragi dell’ Afghanistan, l’uccisione di civili in Iraq, le torture disumane durante gli interrogatori nel carcere di Guantanamo e nella prigione iraquena di Abu Ghraib, il legame tra la fondazione Clinton e l’ISIS.

Nel 2001 quasi tutti i mass media giustificavano l’azione bellica degli Stati Uniti che avevano invaso e occupato l’Afghanistan, uno Stato sovrano, ritenendolo un atto necessario: primo, per catturare Bin Laden, responsabile degli attentati alle Torre Gemelle di New York e in secondo luogo per eliminare i terroristi di al Qaida.

Poi Julian Assange su WikiLeaks, ha fatto una serie di rivelazioni affermando che gli USA e alleati, tra cui l’Italia sapevano benissimo che Bin Laden non era più in Afghanistan: infatti, i Talibani l’avevano già spedito in Pakistan, dove effettivamente è stato trovato. Sapevano anche che al Qaida in Afghanistan non poneva rischi in quanto, dopo averla sfrattata, i Talebani le davano la caccia. Quindi il vero motivo per l’invasione e l’occupazione dell’Afghanistan (durate ben 12 anni) era un altro: gli USA e i loro alleati, tra cui l’Italia, volevano sottrarre le risorse minerarie afghane come il coltan, essenziale per l’elettronica. Inoltre volevano impedire il passaggio degli oleodotti dal Caspio verso la Cina, per ostacolare la sua crescita, in quanto potenza rivale. Infine, volevano una base militare permanente in Afghanistan per tenere la Cina sempre sotto pressione.

Grazie ad Assange abbiamo potuto scoprire che questa “finta guerra contro il terrore” in Afghanistan è stata tutto un inganno! I motivi sono puramente economici e geopolitici. Come dichiarò lo stesso Assange: “Il vero scopo della guerra non è la sottomissione dell’Afghanistan. Il vero scopo della guerra è usare l’Afghanistan per incanalare il denaro delle tasse negli Stati Uniti e in Europa nelle mani delle multinazionali della sicurezza.

Poi, nel 2003, quasi tutti i media dicevano che era giusto invadere l’Iraq come “guerra preventiva necessaria”, anche senza l’avallo dell’ONU, in quanto il leader Saddam Hussein stava costruendo armi di distruzione di massa da usare contro di noi. I media hanno cercato anche di farci accettare la successiva narrativa usata per giustificare il ritorno in Iraq, ovvero la necessità di eliminare il nuovo gruppo terroristico ISIS installatosi in quella zona.

Ma poi, di nuovo grazie a Julian Assange su WikiLeaks e a giornalisti investigativi come John Greenewald sui mass media minori, abbiamo appurato che gli USA, il Regno Unito (e l’Italia) sapevano benissimo che Saddam né aveva, né fabbricava le temute armi. L’occupazione serviva solo per poter sottrarre illecitamente il petrolio iracheno e per distruggere un Paese che si opponeva all’espansione israeliana. Inoltre, grazie alla corrispondenza intercettata di Hillary Clinton, Assange ha potuto informarci che a creare l’ISIS erano gli Stati del Golfo e verosimilmente gli stessi USA, allo scopo di rovesciare il governo dell’Iraq, (troppo amico dell’ Iran) e poi il governo della Siria (troppo amico della Russia).

E’ così che fu versato il sangue di decine di militari italiani, statunitensi e 200.000 civili iracheni soltanto per il petrolio e per il potere geopolitico.

Ma nel 2011, quasi tutti i media, tante celebrità e persino la Federazione Internazionale dei Diritti Umani dicevano che gli Stati Uniti dovevano invadere la Libia “per salvare la popolazione dal crudele dittatore Gheddafi, che li stava ammazzando”.

Poi Julian Assange, su WikiLeaks, e giornalisti investigativi come Daniel Kovalik su giornali minori, ci hanno offerto una serie di rivelazioni che capovolgevano completamente la narrazione ufficiale. Erano gli USA e la Francia a istigare le rivolte armate – sapendo benissimo che sarebbero state represse nel sangue – per avere la scusa di intervenire e di rovesciare il regime. E se poi hanno distrutto l’intero Paese, non è stato soltanto per mettere le mani sul petrolio libico, ma anche perché Gheddafi stava convincendo gli altri Stati petroliferi ad abbandonare il dollaro come moneta di scambio, e ciò avrebbe fatto scendere parecchio il valore della divisa statunitense. Oggi la Libia è distrutta, ma il dollaro è salvo.

Poi un anno dopo, quasi tutti i media, tante celebrità americane, diverse associazioni per i Diritti Umani proclamavano che bisognava assolutamente armare i “ribelli” in Siria e decimare l’esercito di Assad “per salvare i siriani dal loro crudele dittatore che li bombardava persino nelle loro città”. Inoltre, bisognava spazzare via l’ISIS, entrato anche in Siria.

Poi le rivelazioni di Julian Assange su WikiLeaks, insieme al lavoro dei giornalisti investigativi, hanno chiarito al mondo i veri motivi geopolitici della guerra e anche come il temibile ISIS è nato. Gli USA (insieme ai sauditi, ai qatarioti e ai turchi) l’avevano creato per rovesciare i governi non allineati dell’Iraq e della Siria, ma poi la loro creatura è andata fuori controllo; cominciava a fare attentati anche in Europa; così gli USA hanno deciso di eliminarla, con bombardamenti a tappeto come quelli di Raqqa.

Così Julian ha rovinato il gioco stra-miliardario del complesso militare-industriale e dei politici che consisteva nel creare tutte quelle illusioni così convincenti, con la massiva complicità dei media, per poterci “vendere” una serie di guerre criminali come “giuste” e “necessarie”.

Ma vediamo nel dettaglio i files divulgati da WikiLeakes dal 2006 al 2017:

  1. GLI ARCHIVI DI GUANTANAMO Nel 2007 WikiLeaks ha pubblicato migliaia di documenti sul carcere inaugurato dall’amministrazione Bush nel 2002 a Guantànamo Bay, a Cuba. Gli archivi sono pieni di dettagli sui metodi di tortura utilizzati quotidianamente contro i prigionieri, nell’ambito di un programma di procedure per il trattamento di persone sospettate di essere terroristi. La Croce Rossa ha confermato che non tutti i prigionieri di Guantànamo sono terroristi e le critiche sul funzionamento di questa struttura sono aumentate nel corso degli anni.
  2. NOTIZIE SEGRETE SULLE GUERRE ALL’ AFGHANISTAN E ALL’ IRAQ “War Diaries” é stato lanciato nel 2010 con quasi 400 mila resoconti riguardanti la guerra in Iraq dal 2004 al 2009. In questi rapporti si può trovare di tutto, dalle attrezzature militari utilizzate dall’ esercito USA, alle informazioni sugli obiettivi militari e civili uccisi, con abusi e torture di prigionieri di guerra.
  3. CABLEGATE: LA VERA FACCIA DELLA DIPLOMAZIA STATUNITENSE Nel 2010, WikiLeaks ha lanciato milioni di cable diplomatici scritti tra il 1966 e il 2010 e pubblicati in diversi media internazionali che mostrano le opinioni dei capi della diplomazia di Washington (tra cui Henry Kissinger) e le istruzioni ai loro diplomatici per spiare politici stranieri, meglio noti come CableGate.
  4. COLLATERAL MURDER Gli archivi filtrati nel 2010 da WikiLeaks hanno portato alla luce un video dal titolo “Collateral Murder” il quale mostra come le forze armate statunitensi sparano dagli elicotteri Apache contro obiettivi civili a Baghdad, capitale dell’ Iraq, tra cui un giornalista della Reuters, che cadono fulminati al suolo. La registrazione del video risale al 2007.
  5. I DOCUMENTI DI STRATFOR Tra il 2012 e il 2013, oltre 5 milioni di e-mail sono trapelate dall’ intelligence statunitense Stratfor. I Global Intelligence Files hanno rilasciato numerosi documenti in cui si apprendono dettagli della rete di sorveglianza di massa statunitense, la NSA, come protagonista, nonché le operazioni segrete svolte in Siria, tutte tra il 2004 e il 2011. Tali files mettono a nudo l’intimo legame che esiste tra l’intelligence americana e organizzazioni non governative al servizio delle loro élite.
  6. SVELATI TPP,TTIP,TISA Dal 2013 al 2016, WikiLeaks ha pubblicato documenti denunciando che il governo degli Stati Uniti stava segretamente negoziando accordi di libero scambio noti come Transpacific of Economic Cooperation (TPP), Transatlantic Trade Association (TTIP) e l‘Accordo sugli scambi di servizi (TISA). Prima dell’ascesa di Donald Trump, Washington aveva come strategia un nuovo sistema economico e legale in cui i diritti civili sarebbero stati profondamente calpestati in quasi tutto il mondo, sulla base di quegli accordi che non furono mai annunciati fino a quando non furono divulgati da WikiLeaks.
  7. ALCUNE CORPORATION A NUDO Dal 2006 WikiLeaks ha pubblicato diversi file di società multinazionali che contengono informazioni top secret riguardanti le conseguenze della fuoriuscita tossica in Costa d’Avorio da parte della compagnia energetica Trafigura che ha colpito più di 100 mila persone. Allo stesso tempo, é stato scoperto che i media britannici erano complici dell’ accaduto, falsificando gli eventi. Anche le attività off-shore della banca svizzera Julius Bar Group e le connessioni con la Casa Bianca e il complesso industriale-militare della società giapponese Sony furono anch’ esse soggette a fughe di notizie.
  8. LO SPIONAGGIO GLOBALE COME STRUMENTO GEOPOLITICO Nel 2016, WikiLeaks ci fa sapere che l’ Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) ha intercettato i telefoni della cancelliera tedesca Angela Merkel e l’ex Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, rubato cables della diplomazia italiana per conoscere quanto detto dall’ ex premier Silvio Berlusconi con il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu su Barack Obama. Ha spiato le comunicazioni dei ministri dell’ Unione Europea e del Giappone per apprendere i loro accordi per evitare “l’ ingerenza degli Stati Uniti” nelle loro relazioni internazionali. Il tutto con un unico scopo: accumulare dati per utilizzarli a vantaggio dei loro interessi geopolitici in tutto il mondo.
  9. LA CADUTA DI HILLARY CLINTON Per tutto il 2016 sono state pubblicate circa 44.000 e-mail dal Comitato Nazionale del Partito Democratico, evidenziando la campagna di sabotaggio contro la candidatura di Bernie Sanders a favore di Hillary Clinton all’ interno del partito. A loro volta, 30.000 di queste e-mail appartengono o sono state inviate a Clinton durante il suo mandato come Segretario di Stato, nell’ era di Obama. Il ruolo della Clinton nel golpe in Honduras nel 2009, gli affari corrotti della Fondazione Clinton ad Haiti, i suoi piani per intervenire segretamente nella guerra in Siria, i milioni di dollari che guadagna per dare lezioni a banche e compagnie americane. Tutte queste informazioni trapelate hanno causato la caduta di Clinton durante la corsa contro Donald Trump per la Casa Bianca.
  10. LA CIA CIBERNETICA Nel 2017 é stato pubblicato “Vault 7”, la più grande pubblicazione di documenti della CIA fino ad oggi. In questa pubblicazione compaiono gli archivi di come la CIA possieda un immenso arsenale di computer hacking paragonabile a quello della NSA. La cosa più importante é che gli appaltatori e i funzionari della CIA hanno estratto migliaia di strumenti per il loro lavoro come “malware, virus, trojan, attacchi zero-day, sistemi di controllo remoto del malware etc..”. Tutti questi dati sono ora al servizio degli hacker, che potrebbero persino conoscere il tuo indirizzo IP a causa della irresponsabilità della sicurezza della CIA.

Ma non solo…Julian Assange ha rivelato nel 2017 di avere le prove concrete che l’ex presidente Barack Hussein Obama ha gestito e partecipato a un giro di pedofilia con sede alla Casa Bianca.

“La fuga di notizie è destinata a dare il via a un’indagine massiccia”, disse Assange. “Questo se riusciremo a diffondere la notizia prima che venga inghiottita dal governo ombra di Obama”.

Tra i personaggi di spicco citati nel rapporto come coinvolti nello scandalo, vi sono Bill e Hillary Clinton, Jimmy Carter, Ben Affleck e Nancy Pelosi.

In foto, il fondatore di WikiLeaks con un’edizione del giornale “The Guardian” (luglio 2010), in seguito alla diffusione dei file secretati del governo statunitense sulle torture di Guantànamo e sulle guerre in Iraq e Afghanistan.

Julian Assange a settembre 2011 affermò di conoscere i piani dei governi sulle guerre e del ruolo ingannevole dei media: “L’obiettivo è una guerra senza fine, non una guerra di successo. Molto presto, la guerra costante diventerà la norma. I bambini diventeranno maggiorenni sapendo che c’è sempre la guerra”.

“Una delle cose che ho scoperto, è che quasi ogni guerra che è iniziata negli ultimi 50 anni, è stata il risultato di menzogne dei MEDIA.. I media avrebbero potuto fermarle se avessero cercato di approfondire, e non avessero riportato semplicemente la PROPAGANDA del governo.”

Prosegue Assange: “Cosa significa? Significa che in primis, la popolazione non ama la guerra, e che devono essere ingannati dall’idea della guerra… Le persone non vanno in guerra di loro volontà con gli occhi aperti. Quindi, se abbiamo un ambiente dei media SANO, abbiamo anche un ambiente PACIFICO. Il nostro nemico numero uno è l’ IGNORANZA, e che nessuno sta considerando, nessuno sta comprendendo cosa sta accadendo nel mondo. Solo quando cominci a capire, puoi prendere delle decisioni efficaci e pianificare efficacemente.
La domanda è: chi promuove l’ignoranza? Beh, queste organizzazioni che tengono le cose segrete.”

Nel novembre 2010 il tribunale di Stoccolma emette un mandato d’arresto in contumacia nei confronti di Assange con l’accusa di stupro e molestie sessuali nei confronti di due donne. Il fondatore di WikiLeaks nega l’ accusa sostenendo che essa é solo un pretesto per estradarlo dalla Svezia agli Stati Uniti, dove lo attende un processo per spionaggio, a causa della pubblicazione di documenti secretati dal governo americano.

Al momento dell’ emissione del mandato d’arresto contro Assange, non esistevano comunque prove a suo carico, oltre la testimonianza delle due donne, di cui la seconda accusatrice, alla fine della deposizione, si é rifiutata di firmare le dichiarazioni trascritte. A dicembre 2010 Assange si presenta spontaneamente negli uffici di Scotland Yard e viene arrestato in seguito al mandato di cattura europeo. Dopo nove giorni di carcere, Assange viene rilasciato su cauzione e la decisione sulla richiesta di estradizione al momento viene rimandata.

Julian Assange intanto presenta un ricorso contro il via libera all’ estradizione richiesta dalla Svezia , ma il 2 novembre 2011 l’ Alta corte di Londra rigetta tale ricorso ed il giornalista australiano si vede costretto a trovare una strategia per evitare l’estradizione.

Nel 2012 Assange si rifugia in una piccola stanza dell’ Ambasciata dell’ Ecuador a Londra, dove trova riparo per sette anni, per sfuggire all’ arresto ed al processo di estradizione nei suoi confronti. Il governo ecuadoriano, allora guidato dal presidente Rafael Correa, concesse ad Assange lo status di rifugiato politico perché ritenne fondate le preoccupazioni del fondatore di WikiLeaks che l’estradizione in Svezia lo esponesse al rischio gravissimo di estradizione negli Stati Uniti, dove dal 2010 é in corso un’ inchiesta del Grand Jury della Virginia, per la pubblicazione dei documenti segreti del governo americano.

A maggio del 2017 la procura svedese archiviò l’accusa di stupro in quanto Assange non era processabile nell’ immediato. A carico del giornalista australiano però rimase il mandato di cattura internazionale e britannico per aver violato la libertà su cauzione nel 2012, non presentandosi in tribunale a Londra, bensì recandosi e ottenendo riparo presso l’ ambasciata ecuadoriana.

Successivamente, nel 2019, fu scoperto che durante gli anni di permanenza nell’ambasciata, Assange fu sottoposto a spionaggi audio/video, compresi i momenti di colloquio con i suoi avvocati, il tutto all’insaputa del governo ecuadoriano. Ciò diede inizio ad una serie di controversie con i rappresentanti del neo governo di Quito, guidato da Lenìn Moreno, il quale decise di revocargli il diritto di asilo politico e la protezione che gli era stata concessa nell’ edificio.

Fu così che il governo ecuadoriano acconsentì ad agenti della polizia metropolitana di Londra di entrare in Ambasciata e prelevare Assange contro la sua volontà, senza rispettare il fatto che egli era in possesso della cittadinanza di quello Stato.

“L’ Ecuador ha revocato illegalmente l’asilo politico concesso in precedenza a Julian Assange– accusa WikiLeaks- in violazione del diritto internazionale”.

“Ci sono la CIA e altri poteri dietro la caccia a Julian Assange– twitta ancora WikiLeaks- Assange é un figlio, un padre, un fratello. Ha vinto decine di premi di giornalismo ed é stato nominato per il Nobel per la pace dal 2010. Ma attori potenti, inclusa la CIA, sono impegnati in uno sforzo sofisticato per disumanizzarlo, delegittimarlo e imprigionarlo”.

Trascinato a forza fuori dall’ Ambasciata, Assange viene ammanettato ed appare su tutte le testate giornalistiche con una folta barba bianca tenendo in mano un libro dello scrittore ribelle Gore Vidal. Disorientato, a contatto con la luce del sole dopo circa 2.500 giorni di auto-reclusione forzata nell’ambasciata, viene portato in custodia alla stazione centrale di Scotland Yard, dopodiché condotto in Tribunale davanti al giudice.

In foto, il momento della cattura di Julian Assange, dopo che l’ambasciata ecuadoriana a Londra gli ha revocato il diritto di asilo (aprile 2019).
In foto, Julian Assange mentre viene portato nella prigione britannica di Belmarsh, nel Regno Unito (aprile 2019).

Assange é stato riconosciuto colpevole per aver violato i termini della cauzione nel 2012 e dall’ 11 aprile 2019 il fondatore di WikiLeaks si trova nella prigione britannica di Belmarsh di Sua Maestà, in una cella di 3 metri per 2. Da solo, in isolamento, per 23 ore al giorno. La sua salute psico-fisica é molto precaria e secondo alcuni dottori che lo seguono, potrebbe morire da un momento all’altro.

Nel novembre 2019 Nils Melzer, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la tortura, fece visita al detenuto e spiegò che Assange presentava “tutti i sintomi tipici di un’ esposizione prolungata alla tortura psicologica”.

Per tali motivi, il 4 gennaio 2021, la giustizia britannica ha respinto la richiesta di estradizione di Assange negli Stati Uniti. Secondo il giudice del tribunale penale di Londra, Vanessa Baraitser, le condizioni di detenzione a cui sarebbe sottoposto il giornalista, sono incompatibili con i suoi problemi psicologici.

Il giudice ha ricordato i numerosi rapporti psichiatrici che hanno diagnosticato ad Assange ‘la sindrome di Asperger’ e una grave depressione causata da anni di reclusione. All’ interno della struttura, in regime di isolamento, lo stato di salute di Assange é nettamente peggiorato.

Il giornalista é stato inserito nella lista dei detenuti che manifestavano un “rischio di suicidio”, spiegò il giudice Baraitser. I legali di Julian Assange presentano ricorso in tribunale contro l’estradizione dell’attivista australiano negli Stati Uniti.

Purtroppo, il 10 dicembre 2021 l’Alta corte di Londra ribalta la sentenza che negava l’estradizione ed un ulteriore passo verso la consegna di Assange ai tribunali americani avviene il 14 marzo 2022: la Corte Suprema del Regno Unito respinge il ricorso presentato dai legali del giornalista australiano.

Il 21 aprile 2022 la magistratura britannica ha formalmente autorizzato l’estradizione negli Usa del fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Il giudice capo della Westminster Magistrates Court, Paul Goldspring, ha emesso la sentenza al termine di un’udienza durata solo sette minuti. Ora il dossier verrà inviato alla Segretaria di Stato dell’Interno del governo, Priti Patel, alla quale spetta l’ultima decisione e la firma dell’eventuale ordine di estradizione di Assange.

Assange non era in aula, ma era collegato in video link dalla prigione di Belmarsh, fuori dal tribunale vi erano diversi manifestanti con cartelli con la scritta “Non estradate Assange”… Negli Usa, l’attivista cinquantenne potrebbe trovarsi ad affrontare fino a 18 capi d’imputazione tra cui quello di spionaggio, se estradato, Assange rischia una pena pesantissima, fino a 175 anni di carcere per aver pubblicato illegalmente informazioni segrete cospirando con l’ex analista dell’intelligence militare Chelsea Manning.

In foto, attivisti per i diritti umani appartenenti ad Amnesty International e Human Rights Watch, in mobilitazione a Londra per la liberazione di Assange, ad ottobre 2021.

A favore della difesa di Assange, si è schierato in passato anche il Consiglio d’Europa. “I reati che gli sono contestati sono allarmanti perché molti riguardano attività fondamentali del giornalismo investigativo in Europa e altrove e quindi permettere l’estradizione su queste basi avrebbe un effetto negativo sulla libertà di stampa”.

Un gruppo di organizzazioni disparate per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, hanno svolto diverse maratone nel corso di questi ultimi anni, a sostegno di Assange “esprimendo grave preoccupazione” per il modo in cui viene trattato il fondatore di Wikileaks, con accuse penali e procedimenti di estradizione in corso, mentre stabiliscono “un precedente legale dannoso ed un duro colpo alla stampa libera”..!!

La battaglia di Assange potrebbe essere ancora lunga. Dopo l’ok dei giudici ora anche un’eventuale firma da parte di Patel dell’estradizione non metterebbe definitivamente la parola fine alla lunghissima battaglia legale del fondatore di Wikileaks, che alla fine di marzo si è sposato in carcere con Stella Morris, uno dei suoi avvocati con la quale ha avuto in questi anni due figli. Anche di fronte all’ordine di estradizione firmato dal governo, Assange potrebbe ancora presentare un ricorso, richiedendo una revisione da parte di un giudice della legittimità della decisione presa.

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